Predestinazione e omeopatia

La malattia è descritta dalla medicina convenzionale come una inesorabile predestinazione alla quale si opporrebbe la terapia. I principi su quali si fonda la medicina biologica e l’ omeopatia ritengono invece il libero arbitrio la causa ultima dei processi biologici noti come malattia. Altrettanto la guarigione è ritenuta in omeopatia non conseguenza dell’atto medico, ma dalla coscienza evolvente del malato. Il libero arbitrio è il concetto filosofico e teologico secondo il quale ogni essere umano determina tramite scelte il suo destino. Questa visione si contrappone al servo arbitrio o predestinazione per la quale gli esseri umani sono condizionati a non deliberare mai scelte perché ogni loro azione è predeterminata da eventi prima della loro nascita.
Il concetto della predestinazione si applica in campo religioso, etico e scientifico, basando i suoi presupposti sul patrimonio genetico di ogni essere umano. Questo patrimonio è ereditato dagli ascendenti e rimane costante per tutta la vita biologica predisponendo se non causando le varie malattie. La mappatura del genoma umano apre prospettive di lettura della predestinazione come interpretata dalle religioni. Il libero arbitrio come paradigma della medicina omeopatica si basa invece sulla decisione del singolo nella gestione conflittuale. La vita si sviluppa nell’evoluzione tramite un confronto costruttivo con innumerevoli conflitti biologici. La soluzione a tali conflitti prima di rappresentare una capacità, è una deliberazione del singolo soggetto operante. La possibilità di trovare soluzioni a conflitti configura un’esperienza di libero arbitrio che evolve sempre ed è pertanto contrapposta alla statica predestinazione della genetica. Ovviamente l’esperienza di libero arbitrio non è solo una facoltà cognitiva, ma anche connessa alle facoltà psichiche, neurologiche, metaboliche, endocrine e immunitarie. Un essere umano nell’esercizio del libero arbitrio dispone di strumenti in grado di opporsi agli agenti di malattia costruendo in tale senso il suo destino.
Quando in medicina si scontrano due scuole di pensiero, ovvero quella del libero arbitrio e quella della predestinazione è buona cosa cercare un modello razionale che entrambe integri. La complessità della vita sopratutto umana come lo sviluppo dell’intero universo richiede una comprensione non limitata a un unico e rigido modello di riferimento. Nella storia della medicina la trasmissione di dati avveniva secondo Lamarck quale esperienza di soluzione ad un conflitto ed era pertanto deliberata. Al contrario il modello di Darwin lasciava la complessa evoluzione biologica a casuali quanto fortunate mutazioni del patrimonio genetico. Tali mutazioni sarebbero prive di deliberazione e legano la vita ad una sua predestinazione genetica. Le più recenti scoperte di gene transfer o trasferimento genico orizzontale riguardanti batteri, dimostrano come possa essere scambiato patrimonio genetico tra individui senza necessariamente un legame di discendenza. Questa scoperta scuote il dogma della mutazione spontanea, della immutabilità del patrimonio genetico e avvalora le tesi di Lamarck. Sarà pertanto necessario confluire in un futuro speriamo non troppo lontano in un modello scientifico che integri libero arbitrio e predestinazione, migliorando la comprensione di ciò che avviene nel nostro universo.
L’ omeopatia come molte delle terapie che si avvalgono di minimi stimoli è maggiormente vicina al libero arbitrio. La guarigione in omeopatia coincide anche con una diversa attitudine del guarito verso la vita. Il malato non è solo guarito, ma evidenzia una nuova consapevolezza e coscienza. Al contrario la medicina convenzionale si sostituisce generalmente ad una funzione biologica superando ogni deliberazione del paziente se non quella di sottoporsi alla cura. La guarigione in medicina convenzionale è pertanto un semplice silenzio clinico. Il paziente guarito in medicina convenzionale evidenzia la stessa identica attitudine alla vita e consapevolezza che esprimeva da malato. La medicina del futuro dovrà necessariamente integrare in un metodo unico entrambe le possibilità di cura. Coerentemente sarà necessario anche un modello filosofico e scientifico che integri libero arbitrio e predestinazione in un’unica facoltà della mente umana.
- Predestinazione e omeopatia – Dott. Fabio Elvio Farello